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Bimbi all’aperto anche con il cattivo tempo

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Bimbi all’aperto anche con il cattivo tempo ultima modifica: 2015-02-02T08:00:45+00:00 da Silvia Musso
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La neve, anche se non molta, è arrivata in molte zone d’Italia. Ma i bambini dove sono? Perché non li vedo correre e prendersi a palle di neve?

I genitori probabilmente spaventati da colpi di freddo in quello che dovrebbe essere il periodo più freddo dell’anno (i “giorni della merla”) li stanno tenendo nel caldo soffocante delle case.

Quando, 10 anni fa, misi per la prima volta piede in Finlandia, mi resi subito conto che quello che io percepivo come maltempo lì non lo era per nulla. A gennaio era normale avere la neve e questa non impediva la normale attività quotidiana. Tutti andavano a scuola o al lavoro, i mezzi pubblici passavano con regolarità e i bambini trascorrevano molto tempo all’aperto.

Silvia Musso - Ehabitat

Sono queste le immagini che sono affiorate alla mia mente mentre leggevo “Five Reasons Why I Let My Kids Play Outside In (Almost) Any Weather”,  (Cinque motivi per lasciare i miei figli giocare all’aperto con (quasi) ogni tempo), un bel post di Linda Mc Gurk, scrittrice e fotografa svedese trapiantata negli Stati Uniti, di cui propongo ai lettori di eHabitat una parziale traduzione.

Linda

[…] Ecco i miei 5 motivi per fare stare i miei figli all’aperto fregandomene del tempo:

Voglio che i miei figli siano resilienti

Resilienza è la capacità di affrontare e riprendersi dalle sfide della vita, ed è un’abilità preziosa per la nostra vita. Giocare all’aperto in generale è un ottimo modo per costruire la resilienza e ancora di più quando le condizioni meteorologiche sono più impegnative.

Voglio che sperimentino l’unicità di ogni stagione

C’è qualcosa di magico nell’esplorare il volto mutevole della natura, come una stagione si trasforma in quella successiva. Nella mia esperienza, i bambini sono molto meno turbati dal tempo inclemente rispetto agli adulti e molti formano un forte legame con la natura mentre giocano con la pioggia, il fango, la neve o il ghiaccio. Giocare all’esterno in tutte le stagioni favorisce inoltre la comprensione dei cicli di vita. Ad esempio, andare fuori in una giornata ventosa può innescare un sacco di domande: come fanno le piante a resistere al vento? Come fanno gli animali a trovare il cibo d’inverno?

Voglio che siano attivi

L’attività fisica è fondamentale per la salute dei bambini, ma come fanno ad essere attivi dentro i confini di quattro mura? Ammettiamolo il richiamo di TV, tablet e altri supporti elettronici è ancora più forte nei bui e freddi mesi invernali. Far diventare il gioco all’aperto una routine quotidiana è un modo per assicurarsi che i bambini rimangono attivi durante tutto l’anno.

Voglio che siano preparati

Mentre i pericoli di congelamento sono reali e devono essere presi sul serio, è possibile comunque godere di giochi all’aperto nella stagione fredda con le giuste precauzioni. Imparare a sovrapporre i vestiti e riconoscere i primi segni di congelamento possono aiutare sia i bambini sia gli adulti ad essere preparati in caso di reale emergenza.

Voglio che trovino gioia dallo stare nella natura in ogni periodo dell’anno

I frutti del trascorrere almeno un po’ di tempo fuori ogni giorno superano di gran lunga i disagi del tempo inclemente. L’effetto terapeutico di una passeggiata nei boschi non diminuisce con la pioggia o il freddo. In realtà la sensazione di affrontare queste difficili condizioni metereologiche è quello che fa sentire viva me i miei figli.

Se avete trovato, come me, questi consigli illuminanti, potete trovare l’articolo integrale nel blog di Linda “Rain or shine Mamma – There’s no bad weather, only bad clothes”.

Non esiste il brutto tempo, ma solo vestiti sbagliati.

Bimbi all’aperto anche con il cattivo tempo ultima modifica: 2015-02-02T08:00:45+00:00 da Silvia Musso
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Bimbi all’aperto anche con il cattivo tempo ultima modifica: 2015-02-02T08:00:45+00:00 da Silvia Musso

Una laurea in Antropologia Culturale all'Università Ca' Foscari di Venezia, e un Master in Sviluppo Sostenibile e Promozione del Territorio. Alla guida di AICA (Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale) ha portato in Italia la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, coordinandone le prime due edizioni. Giornalista, non solo in campo ambientale ma anche sociale, da quando è diventata mamma del piccolo Ettore è sempre più attenta alla sua impronta ecologica e anche a quella di tutta la famiglia. Convinta dal marito, si è trasferita a Tonco, un piccolo comune nelle colline del Monferrato, dove sta imparando a fare l'orto e ad allevare oche e galline. Per Econote.it cura la seguitissima rubrica “Mamme&Papà green” in cui parla di natura e di bimbi.

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