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Su al nord: viaggio a Copenhagen, capitale verde d’Europa

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Su al nord: viaggio a Copenhagen, capitale verde d’Europa ultima modifica: 2015-01-22T08:00:20+00:00 da Valentina Tibaldi
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Vi è mai capitato di viaggiare e, tra l’euforico e il meravigliato, chiedervi se il luogo che state visitando è reale o è una fugace proiezione della città del futuro che immaginate e volete? A me è successo a Copenhagen.

Clima rigido- ma non proibitivo- dei mesi invernali a parte, a colpire è lo stile di vita civile e sostenibile degli abitanti, agevolati nei loro comportamenti da una serie di servizi, iniziative e spazi orientati al rispetto sociale e ambientale. Un modus vivendi che fa stare bene, tanto che Copenhagen gode della fama di cordiale e rilassata capitale del paese più felice del mondo, oltre che del titolo di European Green Capital 2014.

Ma non è tutto: entro il 2025 la città promette di diventare “carbon neutral”, cioè a emissioni zero, mentre si compie il progetto Eco-Metropolis, programma di sostenibilità ad ampio raggio che l’amministrazione di Copenhagen ha firmato nel 2007. Ciascun abitante ha ridotto del 25% la produzione di CO2 nel corso degli ultimi 15 anni e le emissioni sono destinate a diminuire ulteriormente nel 2015 attraverso la messa in atto di un piano di risparmio energetico per edifici pubblici e abitazioni private.

A fronte di questi presupposti, scoprire come si muovono, cosa mangiano e cosa chiedono i Danesi alla loro capitale, offre scorci su alcune delle caratteristiche verdi più accessibili e distintive di Copenhagen.

1. Un’invasione di biciclette. L’abitante di Copenhagen si muove in bici: la usa per andare al lavoro, a fare la spesa, portare i bambini a scuola, uscire la sera. Complice l’efficientissimo sistema di piste ciclabili (oltre 450 chilometri) ampie e rialzate, la compattezza della città e un mix tra zone a traffico limitato e imposte che disincentivano l’uso dell’auto, montare in sella a Copenhagen è semplice, sicuro e conveniente. Anche per i turisti, grazie a un’iniziativa che, nei mesi di maggiore affluenza, mette a disposizione 2000 city bike prelevabili gratuitamente in oltre 100 punti dislocati nel centro cittadino. Il risultato? Biciclette ovunque, tanto d’estate quanto d’inverno, e abitanti visibilmente in forma. Per i non amanti del genere, tra le due ruote e l’utilizzo di auto private si colloca comunque l’alternativa di un sistema di mezzi di trasporto efficiente, capillare e sostenibile.

Parcheggio per le bici alla Stazione Centrale
Parcheggio per le bici alla Stazione Centrale

2. Cibo biologico a filiera corta. A Copenhagen il dibattito su consapevolezza alimentare, cibo salutare e metodi di agricoltura sostenibile è vivace e tangibile. Mentre fioriscono orti urbani comunitari, popolati di volontari desiderosi di coltivare il proprio cibo insieme a familiari e amici, in città più di un negozio alimentare su dieci vende cibo biologico. La capitale ha stabilito criteri di produzione e consumo di cibo bio altissimi, tanto da diventare leader a livello mondiale per la presenza di questa tipologia di alimenti in punti vendita, caffetterie e ristoranti.

3. Polmoni verdi e acque pulite. A guardarli passeggiare, incontrarsi o fare jogging lungolago a qualunque ora, la sensazione è che gli abitanti di Copenhagen abbiano bisogno di passare del tempo all’aria aperta. Il dato che svela come ognuno di loro trascorra al parco in media mezz’ora al giorno su base annua aumenta di valore se si pensa, ancora una volta, al rigore del meteo e alle scarse ore di luce invernali. Il fatto è che attualmente, oltre il 60% di loro abita a meno di 15 minuti di cammino da un’area verde o blu, mentre il piano Eco-Metropolis prevede di creare ulteriori “polmoni” urbani e di realizzare migliori connessioni fra uno e l’altro, di modo che la percentuale salga in breve al 90%. Molti sono i punti di balneazione della capitale, in acque che, grazie a interventi e investimenti mirati, sono fra le più pulite d’Europa. E a proposito di acqua, nel corso del 2014 sono state installate in città 60 fontane per supportare la campagna del Ministero dell’Ambiente danese in favore della sicurezza dell’acqua pubblica e per scoraggiare l’acquisto di acqua minerale in bottiglia, peraltro carissima.

Notare, approvare e fare proprie all’istante abitudini di questo genere è un unico passo per un turista attento alla sostenibilità. Senza contare, poi, che sono moltissime le attrazioni che i visitatori dall’animo green possono ricercare e godersi a cuor leggero, imparando anche qualcosa. Ecco la mia personale, benché riduttiva, “Top 3”:

bici aziendali
Mezzo aziendale

1. Kobenhavns Bymuseet. Il Museo di Copenhagen, liquidato in fretta dalle maggiori guide, è un luogo piacevole e sorprendente. Oltre a possedere due spazi verdi adibiti a orto e giardino, ospita le mostre “Urban Nature”, Natura Urbana e “The dream of a city”, Il sogno di una città. Tra installazioni su tecnologie alternative, pannelli esplicativi dedicati all’agricoltura urbana e video sul consumo consapevole, si delinea l’intento che sta alla base del progetto: la convinzione che natura e attività umana non debbano necessariamente essere in contrapposizione, anzi possano trovare entrambe spazio ed espressione all’interno di un’area metropolitana ben congegnata. All’ultimo piano del museo, i bambini e i Peter Pan di ogni età sono chiamati a riflettere sulla città ideale del futuro, realizzandone essi stessi un modello con l’ausilio di carriole cariche di mattoncini da costruzione.

Orti urbani al Museo di Copenhagen
Orti urbani al Museo di Copenhagen

2. Experimentarium. Si tratta di un enorme museo dedicato ai più piccoli. In quest’area colorata e interattiva, è vietato non toccare. Anzi, nel tentativo di accendere nei bambini l’interesse per ambiente e tecnologia, natura e benessere, la parola d’ordine è proprio “sperimentare”.

3. Tivoli. Citare il parco divertimenti cittadino in questo contesto può sembrare una provocazione: l’impianto colossale ed energivoro di costruzioni del genere solitamente non ha nulla a che vedere con il rispetto dell’ambiente. In questo caso, però, va reso onore al merito di un progetto ragionato, che può servire da modello. L’utilizzo di energia da fonti alternative per il funzionamento di giostre e strutture, la sostituzione di 120.000 vecchie lampadine a incandescenza con altrettante più efficienti lampadine a LED, il riciclo del 99% dei rifiuti prodotti nel parco grazie a iniziative semplici e mirate: queste le scelte messe in campo per garantire ai turisti un divertimento a impatto ridotto.

Giostra alimentata a energia da fonti rinnovabili
Giostra alimentata a energia da fonti rinnovabili

E voi, cosa avete amato della capitale danese? La classifica merita di essere integrata, aspettiamo le vostre opinioni.

Su al nord: viaggio a Copenhagen, capitale verde d’Europa ultima modifica: 2015-01-22T08:00:20+00:00 da Valentina Tibaldi
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Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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