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Come nasce un fiore di ghiaccio

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Come nasce un fiore di ghiaccio ultima modifica: 2014-12-11T08:00:49+00:00 da Ivan Grasso
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L’autunno sta per finire e con lui tutti i colori sbiadiscono prendendo tinte  simili e deboli, ma questo non deve fermare i veri amanti della natura perché il paesaggio può essere imprevedibile e un occhio attento e alle volte fortunato potrebbe essere esaudito ed appagato alla vista da un momento che possiamo definire quasi “magico”. Sul suolo nei boschi potrebbero apparire piccole, candide, affusolate e solitarie costruzioni, frutto della trasformazione della molecola più importante per la vita: l’acqua.

Questo fenomeno avviene nel momento i cui la temperatura del suolo, delle piante e delle rocce è ancora “calda” e quella dell’aria, invece, scende sotto lo zero. L’acqua contenuta all’interno di rami spezzati e nei tronchi secchi fuoriesce dai propri pori e immediatamente congela. Ma non è tutto, infatti la proprietà fisica dell’acqua, che permette la coesione tra le molecole, fa sì che anche tutte le gocce contigue congelino anch’esse, si crea in questo modo un fenomeno di trascinamento, che induce un congelamento repentino e continuo, simulando una vera e propria crescita. State assistendo, in prima persona ed in tempo reale, alla nascita di un Fiore di Ghiaccio.

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Questi petali o filamenti di ghiaccio sono quanto di più evanescente possa esistere, hanno una vita temporanea e instabile, basta una minima fonte di calore, un soffio o un debole raggio di sole, per ritrasformarli in milioni di gocce d’acqua.

Analogo il discorso ma di proporzioni decisamente più evidenti è ciò che avviene con la crescita di fiori di ghiaccio su prati di oceano. Uno spettacolo davvero incantato, che immortala uno straordinario fenomeno glaciale, una distesa di fiori di ghiaccio che galleggiano sulle acque dell’Artico.

Il fenomeno è stato documentato e studiato da Jeff Bowman, uno studente laureato all’University of Washington, insieme al suo professore Jody Deming, durante una spedizione nel Mar Glaciale Artico finalizzata ad uno studio multidisciplinare che combinava oceanografia, microbiologia e scienze planetarie nell’Oceano Artico centrale.

L’obiettivo della ricerca, facente parte del programma Integrated Graduate Education and Research Training (IGERT), era proprio lo studio dei fiori di ghiaccio, fenomeno che avviene a causa delle imperfezioni del ghiaccio superficiale, e che si crea in presenza di temperature estreme che scendono di gran lunga sotto lo zero (-22°C) formando le straordinarie strutture appuntite che sbocciano come ninfee di filamenti ghiacciati.

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Ma le sorprese non sono finite, infatti i due studiosi hanno scoperto che proprio sopra questi fiori di ghiaccio trovano casa moltissimi microrganismi dalle misteriose capacità di adattamento a climi tanto rigidi. Ogni fiore contiene da uno a due milioni di batteri e sembra siano cinque volte più salati dell’acqua sottostante. La forte concentrazione di batteri trasforma ogni singolo fiore in un piccolo ed effimero ecosistema del tutto simile a quello di una barriera corallina. Ora Bowman e Deming stanno costruendo una struttura in laboratorio che possa consentirgli di coltivare fiori di ghiaccio artificiali per studiare meglio il fenomeno ed arrivare ad una migliore comprensione di come la vita possa essere in grado di sopravvivere in condizioni così estreme non solo sulla terra. Un’indagine che può essere utile anche nella prospettiva della ricerca, su altri pianeti, di forme di vita intrappolata dentro al ghiaccio.

Quindi non ci rimane che augurarvi una buona passeggiata e, mi raccomando, occhi ben aperti.

Come nasce un fiore di ghiaccio ultima modifica: 2014-12-11T08:00:49+00:00 da Ivan Grasso
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Come nasce un fiore di ghiaccio ultima modifica: 2014-12-11T08:00:49+00:00 da Ivan Grasso

Ivan grasso nato a Vercelli nel 1980 si è laureato in Scienze Naturali ed ha seguito svariati corsi di fotografia naturalistica e di disegno naturalistico. Ha conseguito il patentino da accompagnatore naturalistico nel 2006 e da allora collabora con cooperative e associazioni come accompagnatore naturalistico ed educatore ambientale. Si occupa di lotta biologica alle zanzare e insegna materie scientifiche nelle scuole. Ha partecipato a piccole mostre contest ed altre benefiche. "Nel tempo libero leggo, scrivo poesie, piccole sceneggiature, adoro il cinema, il fumetto e amo lavorare il legno in ogni sua forma, da qui la passione per la pirografia."

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