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La raccolta dei tappi: un gesto di eco-solidarietà

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La raccolta dei tappi: un gesto di eco-solidarietà ultima modifica: 2014-11-28T08:00:10+00:00 da Annalisa Audino
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Probabilmente è capitato a tutti: a scuola o in ufficio, un amico o un collega ha chiesto di raccogliere tutti i tappi di plastica in circolazione per, molto spesso, acquistare una sedia a rotelle per dei ragazzi disabili, piuttosto che un pulmino per un centro accoglienza o qualcosa di simile. E tutti, prima o poi, ci siamo chiesti se questa raccolta fosse una bufala o una vera e propria buona azione. Nonostante per anni molti abbiano sostenuto che si trattasse di una bufala, non è così. E per fortuna!

cuore di tappi

Esistono, infatti, nel mondo molte associazioni che organizzano questo tipo di raccolta. Secondo un articolo riportato dal Cicap, 1 tonnellata di tappi rende circa 150 euro e corrisponde a più di 400 mila tappi di plastica. Nel mondo, la più imponente raccolta di tappi è realizzata da un’associazione francese che, non a caso, si chiama Bouchons d’Amour: interamente basata sul volontariato, ha 97 punti di raccolta che coprono tutta la Francia, ognuno coordinato da un capo area, che oltre a gestire la raccolta deve trovare i locali idonei per depositare i tappi. E non si tratta di un compito da poco: l’organizzazione ha già raccolto ben oltre 485 milioni di tappi, pari a 1.167 tonnellate di plastica da riciclo, per un totale di circa 90.000 euro utilizzati per la costruzione di un orfanotrofio in Madagascar e altre iniziative di beneficienza. Visto il successo dell’iniziativa, da circa un anno la raccolta si è estesa anche in Belgio, dove si è costituita un’associazione analoga a quella francese e dove un artista ipovedente, Gérard Silvestre, ha interpretato questo tipo di raccolta, ampliandolo anche ai tappi di sughero e facendone spettacolari villaggi in miniatura. Silvestre ha costruito, mattone dopo mattone, per oltre 35 anni, un piccolo mondo di sughero, dove non manca proprio niente: grazie a lui i tappi prendono nuova vita e uno scopo benefico, poiché i proventi della sua mostra itinerante andranno tutti ad un’associazione di non vedenti.

Gérard Silvestre
Particolare del villaggio di tappi di Gérard Silvestre

L’idea di fare dei tappi una vera e propria arte non è stata soltanto belga. Tappi di bottiglie di plastica colorati, inseriti l’uno dentro l’altro, compongono l’unità minima delle opere ad alto contenuto sostenibile dell’artista Mary Ellen Croteau. Tra queste, “Close”, autoritratto dell’artista realizzato solamente dall’accostamento dei tappi incollati tra loro su una tela verticale candida. Il progetto “Bottle Caps” nasce quasi per caso: ispirandosi al lavoro di Constantin Brancusi, la Croteau ha creato una serie di sculture verticali, “Endless Columns”, composte dai famosi tappi di bottiglia in successione cromatica, sfruttando la parte circolare ed esterna degli oggetti. Grazie al suo ingegno e usando ironia, sensibilità ambientale e profonda rimessa in discussione del concetto di scarto, è possibile ripensare il ruolo della persona e dell’arte visuale.

tappi art
Particolare dell’autoritratto di Mary Ellen Croteau

In realtà, arte a parte, separare i tappi dalle bottiglie di plastica dovrebbe essere una buona abitudine anche per la raccolta differenziata. I due elementi, infatti, non sono riciclati nello stesso modo, poiché fatti di materiali diversi (PE per i tappi, PET per le bottiglie). Non mancano quindi i buoni motivi per raccoglierli e devolverli per una buona azione. In Italia esistono alcune associazioni che si occupano della raccolta dei tappi.

Primo fra tutti il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco: la raccolta è nata da un’iniziativa della Caritas Diocesana di Livorno, in collaborazione con Galletti Ecoservice, ditta impegnata nel trasporto e nel riciclaggio di rifiuti e materiali plastici. Il Centro, che gestisce l’attività dal 2003, ha punti di raccolta sparsi in tutta Italia e ha come obiettivo la realizzazione di progetti per l’approvvigionamento idrico in Tanzania. Per tutte le informazioni necessarie ad attivare la raccolta in altre zone, è possibile telefonare allo 0586-887350. Il Centro gestisce anche la raccolta piemontese organizzata dal Movimento Adulti Scout: i cittadini possono partecipare direttamente alla raccolta consegnando sacchetti con i tappi direttamente nelle scuole, al centro anziani o presso l’ecocentro di Collegno.

Grande successo ha avuto anche l’iniziativa Amico dell’Ambiente: attiva dal 2007, solo quest’anno ha raccolto 300 milioni di tappi. Il progetto è attivo in Veneto e in altre sette regioni, con l’obiettivo di estenderlo a tutta la nazione per far conoscere le possibilità di riciclo dei tappi di plastica, che in questo caso vengono trasformati in cassette di plastica per l’ortofrutta (in collaborazione con il consorzio Conip). Il Gruppo Ecoimballaggi, invece, si occupa della raccolta, dello smaltimento e del trasporto dei rifiuti sul territorio laziale. La maggior parte delle somme ricavate dalla raccolta dei tappi di plastica viene destinata a progetti sociali.

Ha un nome simpatico il progetto dell’Associazione Lombarda Cooperative di Produzione e Lavoro : Va a ciapà i tapp,  una raccolta che viene condotta a sostegno dell’associazione di volontariato La Nostra Comunità che dal 1981 a Milano promuove attività educative, formative e di animazione per adolescenti e adulti con disabilità multipla. Infine, l’associazione  Insieme per l’India raccoglie i tappi di plastica e li vende alla cooperativa sociale La Cometa di San Lorenzo di Cambiano, in provincia di Torino. L’iniziativa è promossa dall’associazione stessa e dal Comune di Fossano. I tappi raccolti vengono riutilizzati per la creazione di vasi per i fiori, cassette e tubi di scarico e il ricavato viene destinato ai progetti dell’associazione. Trovate qui la mappa per scoprire dove consegnare i vostri tappi.

La raccolta dei tappi: un gesto di eco-solidarietà ultima modifica: 2014-11-28T08:00:10+00:00 da Annalisa Audino
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Laureata in Culture Moderne Comparate e giornalista pubblicista, legge, scrive, ama le passeggiate in montagna, ma anche andare in moto. Visita mostre, ascolta musica e non ne ha mai abbastanza di imparare. Adora le cose fatte in casa e cerca di vivere in modo sostenibile. Attualmente è impiegata presso l'Ufficio Comunicazione di Slow Food.

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