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Homeschooling: intervista a Erika Di Martino, mamma che ha scelto l’educazione parentale

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Homeschooling: intervista a Erika Di Martino, mamma che ha scelto l’educazione parentale ultima modifica: 2014-11-24T08:00:50+00:00 da Elena Broggi
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“Bisogna andare a scuola, è obbligatorio!” Quante volte abbiamo sentito ripetere queste parole… Ma siamo sicuri che andare a scuola sia davvero obbligatorio? La risposta sorprendente è no! Non è la scuola ad essere obbligatoria ma è senz’altro dovere dei genitori provvedere all’educazione dei propri figli affinché abbiano gli strumenti necessari per affrontare il futuro.
Ecco perché la scuola è una delle possibilità che la legge italiana prevede per l’educazione e l’istruzione delle nuove generazioni. Oltre al percorso scolastico tradizionale ogni famiglia è libera di scegliere l’Homeschooling o Educazione parentale, ovvero la possibilità di educare ed istruire i propri figli a casa, senza che frequentino la scuola in senso classico.

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Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo intervistato Erika Di Martino, mamma di quattro bimbi che non sono andati a scuola, fondatrice del Network italiano educazioneparentale.org e autrice del libro “Homeschooling. L’educazione parentale in Italia”, 2014.

Buongiorno Erika, ci racconta cosa si intende esattamente per Educazione Parentale?

L’educazione parentale è l’istruzione impartita dai genitori o da altre persone scelte dalla famiglia ai propri figli. Si può coinvolgere nell’educazione chiunque abbia la voglia e la capacità di trasmettere conoscenza e abilità, sfruttando tutte le fonti di conoscenza e competenza che sono disponibili nell’ambiente circostante alla famiglia. Alcune famiglie preferiscono seguire degli orari giornalieri, utilizzando i testi e iprogrammi scolastici, altre desiderano affidarsi a un apprendimento più naturale e spontaneo dove si assecondano i bisogni, gli interessi e le capacità dei figli in veste di aiutanti e guide. Chi sceglie di educare a casa è sottoposto solo alla Legislazione Statale, non è quindi soggetto a norme regionali né provinciali, ed uno studente può coprire tutto il proprio percorso di studi (fino all’università) senza mai mettere piede in aula.
I ragazzi educati a casa negli Stati Uniti sono all’incirca 2 milioni, mentre sono pressoché 70 mila in Inghilterra, 60 mila in Canada, 3 mila in Francia e 2 mila in Spagna, dati relativi al 2012. In molti Paesi siamo arrivati alla terza generazione di homeschoolers. In Italia non si hanno statistiche definitive, ma le famiglie che rifiutano la scuola sono all’incirca un migliaio. Il trend è in continua crescita e anche i college più prestigiosi stendono il tappeto rosso a coloro che sono stati educati tra le mura domestiche. Più di novecento università nel mondo accettano le iscrizioni degli homeschoolers e tra queste si annoverano Harvard, Cornell, Princeton, Dartmouth e Yale. In Inghilterra, negli Stai Uniti e in altre nazioni, i ragazzi homeschoolers possono accedere ai corsi universitari anche prima dei loro coetanei scolarizzati.

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Dal punto di vista legale è possibile attuarlo in Italia o i problemi burocratici sono ancora molti?

Fare scuola a casa in Italia è assolutamente legale. Una famiglia che decide di educare a casa i propri figli deve individuare qual è il circolo didattico al quale appartiene e inviare una lettera al proprio dirigente in cui il genitore comunica che si occuperà in primis dell’educazione del proprio figlio/i. Va notato che si tratta di una comunicazione da parte del genitore, non di una richiesta di permesso alla scuola.
Questa procedura va fatta nel momento in cui si fanno le iscrizioni all’anno scolastico successivo, per cui di solito verso fine febbraio primi di marzo. La comunicazione va poi rinnovata di anno in anno, sempre seguendo la stessa tempistica e la stessa modalità. La comunicazione va portata in segreteria e fatta protocollare, oppure può essere spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno. Se il bambino viene ritirato da scuola in corso d’anno, non ci sono tempistiche da rispettare. Il ritiro può essere fatto in qualunque momento contestualmente alla comunicazione che si farà scuola parentale da far pervenire in segreteria con le modalità di cui sopra.
Per quel che riguarda la questione esami, è un diritto del genitore chiedere che il bambino venga esaminato alla fine di ogni anno (esame di idoneità): è bene specificare che si tratta di un diritto del genitore, una scelta della famiglia, non di un dovere. Anche per quel che riguarda l’esame di idoneità ci sono tempistiche da rispettare per fare la domanda che variano per ogni circolo didattico, per cui è bene informarsi per tempo presso il proprio. L’esame di fine anno non è un obbligo e la scuola non può richiederlo alle famiglie.

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Si sente spesso parlare di Homeschooling e Unschooling. Sono due differenti approcci o si equivalgono?

Quando parliamo di homeschooling ci riferiamo a quelle famiglie che insegnano utilizzando un curriculum ben preciso (creato da loro o acquistato on-line). Essi in parte ricreano la scuola in casa, proponendo determinati argomenti a seconda delle fasce d’età, utilizzando libri di testo simili a quelli scolastici (ma non è detto!) e dedicando un momento specifico della giornata allo studio. Per essere più esplicativa direi che in questo metodo la nave della conoscenza è pilotata dal genitore (o dal tutor) che indica al bambino la via da seguire.
Unschooling è un termine coniato da John Holt nella sua newsletter “Growing without schooling” e allora significava genericamente imparare senza andare a scuola. Oggi con unschooling ci riferiamo a quelle famiglie che lasciano i propri figli liberi di decidere come, dove, quando e soprattutto cosa imparare. In questo caso la nave è pilotata in toto dal bambino, ma egli non è solo: i genitori sono parte attiva di questo apprendimento offrendo fonti di studio e sostenendolo nei suoi percorsi naturali. Le famiglie che fanno unschooling fanno un grosso cambiamento perché devono dimenticare tutto quello che è stato loro insegnato sull’apprendimento e imparare a fidarsi dei propri figli a 360°. I genitori illustrano quali siano strumenti per trovare le informazioni, dando così la possibilità ai figli di essere autodidatti da subito. Ci si troverà così a seguire un percorso eclettico e inaspettato, ricco di apprendimento attivo da protagonisti.
Va senza dire che queste due categorie non sono a tenuta stagna e che esistono tanti metodi di fare scuola familiare quante sono le famiglie che lo praticano.

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Lei è mamma di quattro bambini: come descriverebbe la sua personale esperienza di educazione parentale? Ci descrive la sua giornata tipo?

Le motivazioni che spingono una famiglia a scegliere l’HS sono molteplici: possono essere di natura religiosa, linguistica, di salute, oppure semplicemente perché si vuole dare ai propri figli un’educazione personalizzata che soddisfi le necessità, le passioni e i tempi del singolo. Alcune famiglie educano a casa per evitare che i propri figli subiscano il bullismo e l’esposizione al clima oppressivo e competitivo della classe.
Noi abbiamo scelto l’unschooling perché vogliamo offrire ai nostri quattro figli un percorso di studi personalizzato che rispetti le loro necessità, le passioni e i tempi di ciascuno. Questo ci permette inoltre di mantenere il bilinguismo dei nostri figli, che hanno come prima lingua di studio l’inglese. Io e mio marito non vogliamo assolutamente delegare questa responsabilità allo Stato, soprattutto perché vogliamo vederli crescere in libertà, dando loro la possibilità di imparare in maniera gioiosa, esplorativa e appassionata. Facendo unschooling mi è molto difficile descrivere una giornata tipo, dato che ogni giorno è ricco di sorprese.

Che ruolo ricopre il contatto diretto con la natura e l’ambiente nell’approccio dell’educazione parentale?

Sicuramente una famiglia che fa HS riesce a passare gran parte della propria giornata all’aria aperta. Il contatto con la natura è fondamentale per la crescita del bambino che da essa impara moltissime nozioni, semplicemente giocando ed osservando la realtà. Da notare anche il beneficio psicofisico del mantenere il proprio corpo attivo, piuttosto che relegato ad una scrivania e una sedia, specialmente in un età in cui correre, saltare e arrampicarsi dovrebbero essere parte del quotidiano vivere e non un’eccezione dedicata ai giorni di festa.

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E infine, che consiglio si sente di dare a dei genitori che desiderano mettere in pratica l’Homeschooling con i propri figli? Quali sono i primi passi da compiere e gli strumenti che possono facilitare questo approccio?

Ai genitori che vogliono iniziare questo percorso consiglio di mettersi subito in rete con le altre famiglie che già fanno homeschooling, il Network di educazioneparentale.org è stato creato proprio per facilitare gli scambi e gli incontri. Non bisogna rimanere soli. Inoltre è importante conoscere i propri diritti e doveri prima di confrontarsi con le Istituzioni che non sempre sono preparate ad accogliere le nostre necessità.

Ringraziamo Erika Di Martino per essere stata in nostra compagnia, averci raccontato la sua esperienza e averci dato informazioni e consigli su un tema poco conosciuto come l’educazione parentale. E’ sempre bello conoscere tutte le realtà per poter fare delle scelte consapevoli.
E auguriamo a tutte le famiglie… buona istruzione, buona educazione, qualsiasi sia la scelta che ciascuna compie!

Homeschooling: intervista a Erika Di Martino, mamma che ha scelto l’educazione parentale ultima modifica: 2014-11-24T08:00:50+00:00 da Elena Broggi
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Biologa, educatrice ambientale ed attualmente educatrice prima infanzia, si specializza in Food and Green Education all'Alta Scuola per l'Ambiente. Nelle sue professioni, apparentemente con poco in comune tra loro, ha trovato il modo di unire le sue passioni più grandi: l'ambiente, l'infanzia e la sostenibilità. Di giorno educatrice al nido e di sera tiene corsi di autoproduzione di cosmesi. Vive in un paesino di campagna e nella sua testa il mondo perfetto è quello delle 3 C: consapevolezza, condivisione e comunicazione

2 Commenti

  1. Buongiorno.
    Mi chiamo Elena, sto cercando delle mamme di milano e provincia con quale potrei discutere sul fatto come ritirare la mia figlia di 9 anni da scuola e farla studiare a casa.
    Vorrei cominciare a seguire mia figlia da casa, a farla studiare in un ambiente tranquillo. Quindi sto cercando delle informazione come fare, in più discutere con le mamme che già seguono i propri figli.
    Chiederei gentilmente un consiglio come muovermi e se è possibile dei contati con propri con le mamme di milano o provincia.
    Vorrei incontrarmi con delle famiglie. Ci tengo tanto a far vedere un mondo diverso alla mia figlia, ma temo di non isolarla. Per questo che vorrei un incontro con le famiglie di homeschooling.

    Grazie.

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