Tiziano Fratus

Tiziano Fratus, il cercatore d’alberi secolari

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Tiziano Fratus, il cercatore d’alberi secolari ultima modifica: 2014-10-29T08:00:34+00:00 da Sara Panarella
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Sabato 18 ottobre, nella bellissima Villa Gallone, situata nel centro storico di Casalborgone (TO), ha avuto luogo un incontro dal curioso titolo “Non ditemi quali monumenti ci sono vicino a casa vostra ma quali alberi“. Il titolo acquista la sua chiarezza sapendo che a chiacchierare con la giornalista Claudia Apostolo di Ambientitalia c’era Tiziano Fratus, poeta, scrittore e cercatore di alberi secolari. Curiosa e insolita professione la sua, frutto senza dubbio di una passione che riesce a inventare ciò che prima non c’era.

Un momento dell'incontro
Un momento dell’incontro

Ma cos’è un cercatore di alberi secolari? È una persona che cammina, che cerca, che conosce i territori partendo appunto dagli alberi che incontra sul suo cammino. Tiziano Fratus redige mappe e ormai non poche sono le sue pubblicazioni in cui oltre al perché di questo cammino, racconta di luoghi e alberi meritevoli di un viaggio per farne la conoscenza. Tra i suoi titoli: “Manuale del perfetto cercatore d’alberi” edizioni Kowalski e “L’Italia è un bosco” edizioni Laterza. Significativo il sottotitolo di questo secondo volume: “Storie di grandi alberi con radici e qualche fronda”.

sequoie secolari
Sequoie secolari, foto: giardinaggio.it

Perché cercare alberi secolari in giro per il mondo?
Perché gli esseri umani sono sì tali ma sono anche, secondo Fratus, uomini e donne radice, Radix,  che possono cioè avere un’unione spirituale con questi alberi. Come si legge dal suo Manuale del perfetto cercatore di alberi “... la natura, in particolare gli alberi, è una chiave per sentirci sempre più parte di qualcosa di più grande e straordinario, nella nostra vallata, nella nostra regione, nel nostro paese, ma anche in qualsiasi punto del mondo ci troviamo ad attraversare. Una fratellanza tra forme di vita al di là della specie umana e delle classi sociali.

Dovrebbe quindi risultare più chiaro il titolo dell’incontro: anche gli alberi presenti nel territorio che viviamo possono aiutarci a ricostruire la nostra storia e questo vale sia per i boschi montani sia per i viali alberati delle nostre città. E invita a guardarli con occhi nuovi, un attraversare il paesaggio che diventa uno stare, un conoscere, un abitare nuovo e più consapevole.
Gli alberi sono creature maestose, capaci di comunicare pace e serenità con la loro presenza quasi immobile ma sovrana. Gli alberi cittadini sono però meno fortunati: a volte arrivano alle cronache dei giornali e non nella rubrica che Tiziano cura settimanalmente su La Stampa.

Olmi di via Mac Mahon, foto: http://comitatocivicoolmi.blogspot.it/
Olmi di via Mac Mahon, foto: http://comitatocivicoolmi.blogspot.it/

Spesso il motivo è la contesa che si apre tra cittadini e amministrazioni sul loro destino, cosi come avvenuto nel caso degli olmi di via Mac Mahon a Milano oppure dei tigli di via Emilia a Cologno Monzese. In entrambi i casi erano destinati all’abbattimento per problemi creati al manto stradale dalle radici e sempre in entrambi i casi sono scesi in piazza i residenti decisi a difendere il patrimonio arboreo, sempre tanto ridotto nelle nostre città. Diversi gli sviluppi, non ancora arrivati al termine. Nel caso di Cologno Monzese è intervenuto anche il WWF che ha invitato l’amministrazione a sospendere ogni lavoro grazie alla Legge 10 del 2013 che prevede per i comuni più popolati una mappatura degli alberi cittadini, in particolare monumentali, e un’operazione salva-verde che coinvolgerà scuole, istituzioni e imprese. Con lo scopo specifico di vigilare sull’osservanza della stessa è stato creato un  Comitato di vigilanza degli alberi in città, a cui Tiziano Fratus è stato chiamato a farne parte. Vedremo i futuri sviluppi di ciò che potrà portare questa legge e il suo comitato.

Tigli di via Emilia, foto: ilgiorno.it
Tigli di via Emilia, foto: ilgiorno.it

Nel frattempo Fratus invita a dotarsi di molto buon senso in materia di abbattimenti. Perché un viale alberato da estirpare è una cosa ma quando sussiste il pericolo di cadute e danno alle persone la questione assume automaticamente connotazioni assai diverse. Due i casi che riporta come esempio mettendoli a confronto. Il primo vede protagonista un bell’albero secolare all’interno di un cortile scolastico. Venne deciso l’abbattimento perché malato e comunque a rischio. In molti si sollevarono per evitare il taglio purtroppo l’essere all’interno di un cortile scolastico metteva a rischio gli stessi bambini che tanto l’amavano e nonostante tutto venne abbattuto. Il secondo caso invece riguarda il Cipresso di San Francesco nel chiostro del Convento di Villa Verucchio, nell’entroterra riminese. Si dice che il cipresso sia stato piantato dalle stesse mani del Santo nell’anno 1213, cosa che lo rende doppiamente speciale. Ancora oggi è sorretto da tre grossi pali metallici senza i quali il maestoso albero sarebbe già caduto a causa di fratture alla base. Ma in questo caso oltre al valore religioso non c’è nessun pericolo perché la zona è delimitata.

Cipresso di San Francesco
Cipresso di San Francesco

Tanti luoghi che è possibile visitare seguendo le sue mappe, ma su tutti ne consiglia due: il Parco Nazionale della Sila con la sua quarantina di alberi monumentali di Pino Nero e il Parco del Pollino dove è possibile trovare il Pino Loricato.

Questo interessante incontro si è tenuto all’interno degli eventi proposti dalla XI edizione del Festival internazionale di Letteratura “I luoghi delle parole“. Titolo di quest’edizione: “Vita, complicazioni per l’uso. Semplificarsi la vita con i libri”. All’interno di un festival di letteratura non potevano essere trascurati i suggerimenti di lettura, per cui quasi attesa è stata la domanda posta da Claudia Apostolo all’ospite dell’incontro: quali libri? Ed ecco che Fratus propone due testi non prettamente botanici: si tratta di Arboreto Selvatico di Mario Rigoni Stern e Le voci del bosco di Mauro Corona. Due narrazioni che non partono dall’idea di spiegare a quale albero ci si trovi di fronte ma dalle emozioni e riflessioni che possono nascere grazie a queste meravigliose creature.

[Immagine di copertina di Paolo Tangari]

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Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

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