Peperoni ripieni di piantaggine

Peperoni ripieni di piantaggine e pane raffermo

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Peperoni ripieni di piantaggine e pane raffermo ultima modifica: 2014-09-28T08:14:46+00:00 da Sara Panarella
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La piantaggine è una delle erbe spontanee più diffuse. Qui in Piemonte non credo esista prato privo di quest’erba. Cresce praticamente ovunque, non solo in campagna, la si trova senza difficoltà anche in città dove le crepe nel cemento permettono al fusto di crescere.

Inoltre la si trova anche in inverno. Sembra possa risultare utile frizionare le foglie fresche nella zona colpita da puntura di api e zanzare, così come genericamente contro il prurito.

Per utilizzarla a scopo alimentare preleviamole le foglie più giovani, normalmente quelle centrali, perché le più grandi possono risultare dure.

Piantaggine lanceolata
Piantaggine lanceolata. Foto: greenvet

Nel prato in cui l’ho raccolta la piantaggine la faceva da padrona giusto intervallata da alcune piante di achillea. La si può consumare tranquillamente bollita e condita con olio e sale.

Per questa ricetta ho preso però spunto da una consiglio del verduriere da cui mi rifornivo durante la recente vacanza in Puglia: peperoni ripieni, farciti in modo molto più semplice e gustoso di come invece li avevo visti preparare a casa mia.

La sua ricetta prevede un ripieno a base di pane raffermo, capperi, cipolla e uovo, cotti poi in un leggero sugo di pomodoro. Ottimi!

Non potevo non apportare qualche modifica, ed ecco il risultato, perfetto anche per i vegani.

Peperoni ripieni di piantaggine e pane raffermo: ingredienti

Pane raffermo

Peperoni lunghi a punta

Olive

Capperi

Cipolla

Pomodori

Olio evo e sale

Bagnare il pane raffermo e strizzarlo per togliere l’acqua in eccesso. Sbriciolarlo. Far bollire pochi minuti la piantaggine e sminuzzarla. In una terrina mettere tutti gli ingredienti del ripieno: pane sbriciolato, piantaggine, olive e capperi grossolanamente tritati e la cipolla affettata il più sottilmente possibile. Condire con sale e olio.

Pulire i peperoni tagliando la calotta superiore e, senza romperli, togliere i semi interni. Quelli più adatti sono i peperoni sottili, a punta, non quelli carnosi e spessi. Riempirli con il ripieno preparato. Volendo aggiungere un tocco estetico, chiudere ogni peperone con la propria calotta.

In una pentola soffriggere ancora un po’ di cipolla (ma solo se non disturba essendo già presente nel ripieno) e i peperoni. Quando saranno rosolati aggiungere il pomodoro a pezzetti o della salsa a seconda dei gusti e della disponibilità. Coprire e far cuocere una mezz’oretta. Assorbono molto liquido quindi fate attenzione a che non brucino. Proprio in ultimo aggiungere basilico in abbondanza.

Buon appetito!

Peperoni ripieni di piantaggine e pane raffermo ultima modifica: 2014-09-28T08:14:46+00:00 da Sara Panarella
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Peperoni ripieni di piantaggine e pane raffermo ultima modifica: 2014-09-28T08:14:46+00:00 da Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

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