Super Size Me: verrà la M e avrà un buon sapore…

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Super Size Me: verrà la M e avrà un buon sapore… ultima modifica: 2014-09-21T08:30:59+00:00 da Emanuel Trotto
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Il fatto

Nel 2002 due adolescenti americani fanno causa al colosso dei Fast Food McDonalds accusandolo di essere responsabile dei loro problemi di obesità. La McDonalds ritiene queste accuse futili perché non possono dimostrare che la loro obesità è legata al consumo continuo dei menu McDonalds. Nel febbraio 2004 Morgan Spurlock  partendo da questo presupposto decide di avviare un esperimento. Mangiare solo nella catena di fast food per un mese intero. La McDieta fa davvero così male? I risultati saranno devastanti.

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Il commento

Per prima cosa dobbiamo partire da un errore, diciamo, lessicale di chi scrive: sopra non avrei dovuto scrivere “il fatto” ma i fatti. Questo perché per scrivere quello che segue bisogna pensare a una lunga serie di fatti e di considerazioni. Oppure considerare solo “Il Fatto” con la “F” maiuscola. Oppure la “M” grande e gialla che troneggia ogni settecento metri solo a Manthattan, sua Maestà del cibo veloce, del cibo di chi ha fretta o di chi non è capace o non ha voglia di cucinare. La “M” che da un chiosco di hot dog a Chicago nel 1937 è diventata una società Miliardaria, con Miliardi di filiali in tutto il pianeta, presente in ogni continente. Inutile fare delle presentazioni. A questo punto mi pare ovvio.

Tutti, almeno una volta hanno avuto il fuoco sacro di attraversare la porta con una grande “M” sopra, giungere in un locale moderno, colorato e accogliente, dove impiegati sorridenti sono a nostra disposizione e di scegliere un Menu e constatare che quel panino e quelle patatine sono davvero buoni e ne vorresti ancora e ancora. Beh, negli Stati Uniti questa è diventata una autentica Malattia, in quanto il numero di gente che si ciba di solo fast-food è elevatissimo, e il tasso di obesi è lievitato come il pane nel giro di una trentina d’anni, e il numero di obesi tra gli adolescenti è praticamente triplicato. In altre parole, nei soli Stati Uniti l’obesità è fra i primi posti fra le cause di morte assieme al tabacco e all’ alcoolismo.

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Partendo da questo fatto M Morgan Spurlock, sceneggiatore e autore televisivo, in seguito a una causa intentata da due giovani obesi contro la grande catena, si domanda “questo cibo è davvero così dannoso?” Per rispondere a questa domanda, si sottopone a un regime alimentare dove, per un mese si sfamerà solo di prodotti offerti da M, soprattutto se sono “Super Sized” in particolare se gli vengono proposti alla cassa. Prima di sottoporsi a simile regime si affida a tre medici (un cardiologo, un gastroenterologo e un medico di base) per registrare regolarmente i cambiamenti che subisce il proprio corpo nel corso del mese. Tutti e tre dapprincipio constatano che è in ottima forma la dieta ipocalorica sarà sicuramente dannosa (niente di nuovo sotto il sole, quindi); ma mai si sarebbero aspettati effetti così devastanti. Nel corso del mese Morgan è aumentato di 11 kg, ha sofferto di tachicardie, repentini cambi di umore, dipendenza, disfunzioni sessuali e il fegato era nelle stesse condizioni di chi abusa di alcool. Dopo un mese, a esperimento terminato, gli è stato suggerito di evitare un fast food per minimo un anno. Perché i propri valori del sangue tornassero a dei livelli ottimali, si è sottoposto a un’altra durissima dieta: vegetariana con ricette appositamente create per lui dalla compagna e nutrizionista Alex Jamieson.

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La risposta alla sua domanda iniziale, potremmo dire, sarebbe stata futile: “Sì è dannoso, alla lunga lo è senz’ altro…” e lasciar perdere. Il suo esperimento risulta esagerato, e anche rischiosissimo e con conseguenze irreversibili. Ma quello che voleva mostrare è innanzitutto il conato di vomito dell’American Dream, usando lo stesso metodo che altri documentaristi di denuncia utilizzano (leggi Michael Moore), ovvero porre una tesi e basare tutto il proprio lavoro sulla dimostrazione di quella tesi, andando a intervistare gente che abbraccia quella tesi ne espone il perché tranquillamente, un metodo abbastanza discutibile ma efficace. Se Moore aggredisce le istituzioni malate della società americana (dalle armi di Bowling a Columbine, 2002;  alla guerra contro Saddam Hussein in Farenheit 9/11  nel 2004; al sistema sanitario sballato in Sicko, 2007;  al capitalismo di Capitalism: a Love Story, 2009), Spurlock aggredisce la società stessa, la società Malata e obesa, di una malattia causata dalla grande M, una malattia chiamata Malnutrizione che incomincia dall’infanzia bombardando i bambini con messaggi pubblicitari di prodotti “sani ed economici”, quando di economico hanno solo il prezzo. Dietro quei pochi centesimi di “salute” ci sta solo un attento studio a tavolino per avere un prodotto “buono”, uno studio che dura dei mesi e con numerosissimi test; uno sfruttamento degli animali, tenuti chiusi in batterie a vivere nei loro stessi escrementi- con il conseguente aumento dell’inquinamento– dalle mucche ai maiali ai polli, mantenuti “sani” con gli antibiotici. “Sani” quegli animali non lo sono, i prodotti non lo sono (in un solo hamburger c’è la carne macinata di almeno un centinaio di vacche diverse provenienti un po’ dappertutto) e a farne le spese sono soprattutto i bambini in età prescolare, quando si formano i gusti alimentari. Vengono portati a una dipendenza non dissimile dal tabacco e che condurrà un adolescente su tre a contrarre il diabete e a essere obeso (situazione peraltro aggravata dal fatto che i pochi programmi di educazione fisica nelle scuole sono irrisori e quindi inutili).

I fast food (non solo in America, ovunque) fanno sconti sulla salute per aumentare il profitto a discapito della qualità, quando deve essere proprio il contrario. E dietro quella M  Spuldrock mostra un’altra M, decisamente più inquietante e non molto lontana. ”Verrà la M e avrà il tuo sapore..”

Scheda film

Titolo originale : Super Size Me

Regia: Morgan Spurlock

Soggetto: Morgan Spurlock

Sceneggiatura: Morgan Spurlock

Anno di produzione:  USA, 2004

Interpreti:  Morgan Spulock, Alex Jamieson, John F. Banzhaf III, David Satcher, Don Gorske, Bruce Howlett, Gene Grabowski (sè stessi)

Durata: 100’

Tema: ALIMENTAZIONE, SALUTE, SPRECO ALIMENTARE, INQUINAMENTO

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Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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