Largest climate march in history

La più grande marcia contro il cambiamento climatico mai vista

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La più grande marcia contro il cambiamento climatico mai vista ultima modifica: 2014-09-20T08:30:06+00:00 da Veronica Ottria
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Il 22 settembre si aprirà a New York la Climate Week NYC, l’annuale settimana di incontri ed eventi sui temi dell’innovazione, delle politiche e degli investimenti in termini di miglioramento climatico. Quest’anno, per la prima volta, coinciderà con il Vertice Globale delle Nazioni Unite, il primo dopo i fallimentari esiti di Copenaghen nel 2009, che non portarono a un nuovo accordo che sostituisse ed integrasse il Protocollo di Kyoto del 1997 ma che partorirono soltanto una serie di propositi volontari per ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020.

Come spesso succede in questi casi, a decidere delle sorti del nostro martoriato Pianeta saranno una ristretta cerchia di leader politici e potenti multinazionali: salvo pochi e rigorosamente selezionati rappresentanti, la società civile non verrà interpellata.

La Marcia Globale per il Clima (People’s Climate Mobilitation) nasce proprio con lo scopo di far sentire, una volta per tutte, il disappunto della popolazione, che è stremata all’idea di essere sull’orlo del baratro, mentre i “grandi” disquisiscono di come far al meglio fruttare il loro denaro, nascondendo le proprie pratiche anti-ecologiche dietro una bella mano di Green Washing. Non si tratta di facili catastrofismi: il baratro esiste, e lo confermano, giusto per citare una delle molteplici fonti scientifiche, i dati recentemente pubblicati dalla World Meteorological Association, secondo cui nel 2013 si è registrato un nuovo picco dei gas serra presenti in atmosfera, a fronte di una sempre più ridotta capacità della terra e degli oceani di assorbirli.

Pollution

Ecco quindi i motivi che porteranno, il 21 settembre 2014, alla creazione di un’enorme manifestazione ecologista globale, forse la più grande mai vista. Un’occasione che farà sentire finalmente la voce della base, dei cittadini, delle associazioni creatasi spontaneamente, staccandosi dai classici eventi un po’ radical chic spesso organizzati dai grandi gruppi ambientalisti mondiali.

Il fulcro della manifestazione sarà a New York, ma sono previsti eventi più o meno articolati in tutto il mondo. Si vedranno grandi marce anche a Londra, Berlino,Bogotà, Instanbul, Parigi, Rio de Janeiro, Delhi, Melbourne, Johannesburg, Lagos, Amsterdam.

L’organizzazione consiglia, se possibile, di raggiungere i luoghi clou dell’evento, per non disperdere il numero di partecipanti; ma, se troppo lontani, non c’è comunque scusa che tenga: basta consultare la mappa per trovare (o eventualmente organizzare) l’evento più vicino. E’ inoltre possibile, se non lo si è ancora fatto, firmare la petizione che verrà portata sul tavolo dei leader mondiali riuniti a New York.

Il filo conduttore sarà ovviamente il verde: è infatti consigliato un capo di abbigliamento di questo colore, o ancora meglio portare, indossare o dipingersi sul corpo un cuore verde, simbolo dell’evento. Quale modo migliore e inequivocabile per trasmettere l’amore per il nostro Pianeta?

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Per quanto riguarda l’Italia, l’epicentro della manifestazione sarà Roma, dove è stata organizzato per l’occasione l’evento “New York chiama Roma” in contemporanea con la People’s Climate March di New York.

I singoli eventi chiederanno ovunque ai Governi un impegno concreto in ambito climatico, con l’obiettivo assolutamente realistico del 100% di energia pulita. È un processo che si sta già sviluppando: attualmente già il 20% dell’energia mondiale viene da fonti rinnovabili, e il solare è più economico del carbone in molti Paesi. È fontamentale convincere i leader politici mondiali ad impegnarsi seriamente affinché questo processo già in corso acceleri.

Padre e figlia

L’Italia in particolare formulerà tre richieste specifiche:

«Che il tema del cambiamento climatici diventi un punto prioritario nell’agenda di Governo, assumendo impegni ambiziosi di riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra, a partire da obiettivi efficaci per la lotta ai cambiamenti climatici e in linea con le raccomandazioni dell’Intergovernmental Panel on Climate Change. In attuazione di questi è necessaria un’accelerazione della trasformazione del sistema di produzione di energia che permetta l’uscita dai combustibili fossili e ponga fine ai sussidi alle fonti fossili, a favore di una generazione energetica distribuita, democratica e pulita

«Che l’Italia sia portatrice in Europa di una visione lungimirante e ambiziosa nell’attuale dibattito per la definizione dei nuovi obiettivi al 2030 proponendo +40% di risparmio energetico,+45% di fonti rinnovabili, -55% di riduzione di CO2. La definizione di questi obiettivi determinerà infatti le scelte energetiche e climatiche dei prossimi quindici anni, influenzando la misura con cui si agirà per contenere il surriscaldamento globale.»

«Che l’Italia contribuisca al Fondo Verde per il Clima e mantenga fede agli impegni che erano stati assunti a Copenaghen in tema di finanza per il clima. Finanziamenti per misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici sono, infatti, necessari ed è giusto che l’Italia faccia la sua parte.»

Non si può mancare ad un evento del genere: preparate i vostri cuori verdi e facciamo vedere ai “grandi” chi comanda davvero!

Religion

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La più grande marcia contro il cambiamento climatico mai vista ultima modifica: 2014-09-20T08:30:06+00:00 da Veronica Ottria

Laureata in Comunicazione, un Master in Comunicazione per la Sostenibilità, una dose infinita di dilemmi etici. Con i bambini piccolissimi ha trovato la sua dimensione: baby-sitter da sempre ed educatrice di prima infanzia da poco. Bacchettona della raccolta differenziata, fissata con la cosmesi naturale, attenta lettrice di etichette, esploratrice di erbe, vegetariana, legge molto, cucina e cuce ancora di più... Una donna all'antica, insomma! Ama soffermarsi sulle piccole cose, scoprire odori e gusti nuovi, i flashback improvvisi, le facce delle persone, i bambini e gli animali: quell'empatia che con loro è così naturale. Il mondo che vorrebbe... nella sua testa esiste già!

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