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Daniza e gli altri 600.000

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Daniza e gli altri 600.000 ultima modifica: 2014-09-12T08:00:42+00:00 da Silvia Faletto
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Estate 2000. Nell’ambito di un progetto di ripopolamento dei boschi del Trentino Alto Adige, un’orsa chiamata Daniza viene reinserita nell’ambiente montano, sperando che il suo ingresso porti nuovamente la specie nel territorio. Un acceso dibattito si svolge per tutta l’estate, ma, alla fine, l’orsa diviene un nuovo abitante dei boschi trentini.

orsa daniza
Estate 2014. Molti anni sono passati, Daniza cresce due nuovi cuccioli di circa un anno. Daniele Maturi, mentre cammina alla ricerca di funghi, s’imbatte in questo spettacolo: l’orsa con i due piccoli. La madre, avvertita la presenza dell’uomo poco lontano, reagisce d’istinto ed aggredisce il fungaiolo, che miracolosamente se la cava “solo” con vari graffi.

11 settembre 2014. Dopo una lunga polemica, viene decisa la cattura e lo spostamento in cattività di Daniza. L’operazione si rivela non facile, e dopo lunghi giorni di latitanza, costringe le autorità ad optare per la narcotizzazione dell’animale. Questa operazione porta alla morte dell’orsa, che lascia orfani i due cuccioli. 

cuccioli di daniza
Sono tutti sconfitti: l’uomo è rimasto ferito, e ancora una volta si è dimostrato impotente ed inefficace di fronte alla forza della natura, riuscendo infine solo a rovinare quello che, invece, aveva tentato di proteggere. La natura nulla ha potuto contro la chimica male utilizzata, ed ha finito per soccombere.

daniza sconfitta
“Madre ferisce un uomo mentre si avvicina inopportunamente ai suoi figli. Viene condannata all’ergastolo, ma durante la fuga rimane uccisa”. Se una corte italiana condannasse all’ergastolo una madre umana per avere difeso i suoi figli da un uomo, probabilmente il giudice dovrebbe cambiare mestiere e sarebbe cacciato a furor di popolo.

Secondo i dati dell’ AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali), in Italia ogni anno vengono uccisi 600.000 animali. Tutte sviste, errori del sistema? I cacciatori li considerano trofei.

La stessa associazione, domani, sabato 13 settembre, ha proclamato una giornata di lutto in ricordo di questi animali uccisi, chiedendo a tutti di accendere una candela alla finestra a testimonianza del proprio amore per gli animali che condividono con noi la Terra.

candela alla finestra
Per il nostro animale domestico piangiamo e facciamo funerali, spendiamo migliaia di euro per cibo, gadget e veterinario. Gli “altri” stanno nei boschi e prati, e si dividono in più categorie: quelli mansueti, che ci divertiamo a cacciare e mangiare, e per questo ci stanno simpatici – meno quando distruggono i raccolti -, e gli altri, che se ci incontrano potrebbero cacciare noi, o che semplicemente sono meno “carini” o “gustosi”.

Daniza faceva parte di quest’ultima categoria. Certamente un orso è un pericolo, e la natura, proprio per essere protetta al meglio dall’antropizzazione va monitorata, tutelata e valorizzata, quando necessario anche controllandola.
Forse, reinserendo l’orso nell’ambiente trentino, le autorità si aspettavano che si adattasse a vivere di mele e diventasse simpatico come Yoghi.

nocturne. Creatures of the Night. 

Per gli amanti degli animali e di tutta la natura, e anche per tutti gli altri, è uscito da pochi giorni il libro fotografico “Nocturne. Creatures of the Night”, in cui la fotografa Traer Scott raccoglie gli scatti notturni agli animali della notte, ammirati, studiati e temuti in ogni tempo. Bellissimi ed inafferrabili, questi scatti vi mostreranno l’aspetto celato della terra su cui abbiamo la fortuna di camminare.

Daniza e gli altri 600.000 ultima modifica: 2014-09-12T08:00:42+00:00 da Silvia Faletto

25 anni, vive a Torino, dove studia geografia e lavora presso la scuola del Cottolengo con bambini meno fortunati di lei. Orgogliosamente eporediese (abitante di Ivrea, per i neofiti), la battaglia delle arance è un nervo scoperto del suo carattere: a coloro che la definiscono "poco ecologista" è in grado di rispondere argomentando il contrario! Ama andare in montagna, nuotare, viaggiare, conoscere ed aiutare gli altri. Curiosa ed attenta al mondo, odia i pregiudizi ed il "è impossibile!". Ritiene che l'esperienza e il confronto siano il fondamento della civiltà e della cultura, e per questo... Fa molti errori. Ama scrivere, sorridere e prova ogni giorno a lasciare il mondo un po' migliore di come l'ha trovato. Oltre a lavorare a scuola e studiare all'università, parla 4 lingue ed è un' europrogettista. Ultimamente si sta appassionando alla fotografia. Il suo motto? "la geografia salverà il mondo!".

1 Commento

  1. Ciao Silvia, il tuo articolo è molto interessante e un po’ triste. Bisogna cercare di far sapere a più persone possbile la possibilità che domani hanno di manifestare il loro pensiero su questo tema accendendo la candela alla finestra. Almeno per far capire che si è avviato un processo di riflessione e non è tutto scontato…..

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