Un ponticello di legno nel sentiero dei Sarvanot

I folletti dei boschi esistono! In Valle Varaita, nel sentiero dei Sarvanot

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I folletti dei boschi esistono! In Valle Varaita, nel sentiero dei Sarvanot ultima modifica: 2014-08-29T08:00:47+00:00 da Sara Merlino
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Una coppia di Sarvanot
Una coppia di Sarvanot

Ricordo ancora con nostalgia la magia delle passeggiate nei boschi di quando ero bambina: con nonna andavamo per viole e tornavamo con piccoli mazzolini, le radici ancora attaccate e piene di terra. Poi le piantavamo nel giardino e nei vasi e ogni anno, accadeva ciò che per me era un incantesimo sconosciuto: tornavano a colorare il prato ed erano sempre di più.

In quei sentieri ombrosi il cuore mi batteva forte anche per tutte le favole che mi raccontavano sui misteriosi abitanti del bosco: gnometti nascosti sotto le foglie, Masche che volavano da un albero all’altro, folletti che abitavano tra le rocce. Devo ammettere che un’ emozione molto simile a quella di allora mi ha rapito pochi giorni fa, a Rore, quando ho percorso questo affascinante sentiero della Valle Varaita (CN) detto “dei Sarvanot”. Personaggi dalla difficile definizione, tramandati dalla tradizione popolare; piccoli uomini, pelosi, colorati, allegri e un po’ dispettosi. Felici con la pioggia, tristi con il vento, sempre vestiti in modo eccentrico.

Una "Sarvanotta" lavandaia
Una “Sarvanotta” lavandaia

Per tutta la durata di questo sentiero che parte da Rore, piccola borgata prima di Sampeyre, si incontrano davvero tanti Sarvanot. Spuntano dappertutto e trovarli tra le fronde, nascosti in una grotta o in riva a un torrentello è stato davvero incantevole, un tuffo nell’infanzia. Il percorso è strutturato come un anello, abbastanza semplice e ben segnalato da bei cartelli di legno in cui si possono anche trovare alcune informazioni sulla fauna, la flora e, ovviamente, sui nostri amici Sarvanot.

Un saluto al viandante
Un saluto al viandante

Si attraversano ponticelli di legno, (uno di questi è stato costruito su un modello di Leonardo Da Vinci!) si costeggia un torrente scrosciante dal nome fiabesco, il Rio Ciantarana e si giunge alla splendida, piccola cascata, “Tumpi la Pisso’ per l’appunto. Durante tutta la camminata, circa un’oretta, ci si sente piacevolmente osservati da questi folletti colorati appostati un po’ dappertutto. Ci si imbatte in una “Sarvanotta-lavandaia” che ha appena steso il suo bucato e persino in un drago dagli occhi lucenti, tutto verde che emerge dalle acque. In una piccola radura si trovano un pilone votivo e un tavolo da pic nic per fare una bella merenda ristoratrice.

Il drago
Il drago

Questo itinerario, realizzato e curato dall’associazione “La Rure”, è un’ottima idea per trascorrere una bella giornata all’aria aperta con i bambini o con gli amici. E’ consigliabile non percorrerlo quando piove, alcuni tratti potrebbero essere troppo scivolosi.
La natura rigogliosa, le acque limpide e zampillanti del Rio e della cascata, i ponticelli di legno e la presenza costante e variopinta dei piccoli, magici “abitanti del bosco”, rendono questo sentiero unico nel suo genere.
Un modo davvero originale anche per scoprire leggende e miti della letteratura popolare delle valli piemontesi, da sempre tramandati attraverso i preziosi racconti degli anziani e che ora, come in un libro animato, diventano ancora più suggestivi, per i piccoli e anche per gli adulti.

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Nata a Bra (CN) e da circa 8 anni vive e lavora a Cherasco, piccola città medievale alle porte delle Langhe, con Francesco e tre gatti. Si occupa di cultura e organizzazione di eventi gestendo un piccolo spazio nato per promuovere l'arte contemporanea sul territorio. E' convinta che la creatività sia la risorsa più preziosa; crede nel rispetto per ogni essere vivente e per l’ambiente e si impegna a dimostrarlo anche nei piccoli gesti quotidiani.

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