il "nulla" avanza su Torino

Il Nulla avanza inesorabile

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Il Nulla avanza inesorabile ultima modifica: 2014-08-02T08:30:19+00:00 da Silvia Faletto
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Fine settembre, anni ’90. Una bambina si affaccia alla finestra della sua casa in montagna. Ha una fantasia molto sviluppata, e “La Storia Infinita” è il suo film preferito. Eccolo! il “Nulla” avanza veloce ed inesorabile, avvolgendo con la sua nebbia i boschi e i prati davanti alla casa. Sua madre chiama: è ora di tornare a casa. 

la nebbia su Cantoira

A giugno, il sole torna a illuminare la val Grande e la natura si risveglia, accompagnata dalle risate dei bambini e dalle chiacchiere dei loro nonni. Sono loro i maggiori frequentatori di questi paesini, ideali per le famiglie, perché vicine alla grande città, tranquille e cordialmente snobbate dai torinesi.

Fin da piccola, ho amato profondamente ogni stagione delle mie montagne, gustando il loro silenzio di novembre e aspettando con gioia il sole di luglio. Ho approfittato del primo weekend libero per correre verso le cime, pregustando le passeggiate e i piedi a bagno nelle fresche acque del torrente Stura. Due ore di auto e… Pioggia. Freddo. Fuoco acceso. A fine luglio? 

chialamberto

Il resto d’Italia non si trova in condizioni migliori: voragini a Milano, Varese allagata, stabilimenti balneari sul Tirreno e l’Adriatico in ginocchio, con 50.000 lavoratori giornalieri lasciati a casa.

Cosa succede? Il riscaldamento globale si è fermato? Girando un po’ sul web si scopre tutt’altro: è in piena espansione, e quest’estate a singhiozzo è colpa sua – dunque, causa nostra. Giampiero Maracchi, climatologo dell’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di biometeorologia del CNR, nell’intervista rilasciata all’ Agenzia Giornalistica Italiana (AGI) è molto chiaro su questo punto: “Quest’anno i periodi di brutto tempo sono stati più lunghi del previsto, è vero, ma dobbiamo rassegnarci ad avere estati a singhiozzo. La colpa è del cambiamento di posizione dei grandi centri di azione climatica, effetto del riscaldamento globale. Imputato numero uno, l’Anticiclone delle Azzorre che, spostandosi a nord, non ci fa più da muro come in passato per le perturbazioni provenienti dall’Atlantico”.

Le previsioni, per i prossimi anni, non sono affatto rosee: secondo il recente rapporto UNICEF “The Challenges of climate change. Children on the front line.”, nei prossimi 10 anni i fenomeni estremi causati dall’uomo potrebbero portare alla morte di 250.000 bambini in più ogni 12 mesi.

copertina rapporto UNICEF

“Dal momento che gli effetti del cambiamento climatico diventano sempre più grandi e visibili, è probabile che colpiscano le vite dei bambini e dei giovani in tutto il mondo”, dichiara Anthony Lake, direttore generale UNICEF, “oltre il 99% delle morti già attribuibili ai cambiamenti climatici si verifica nei Paesi in via di sviluppo, e i bambini costituiscono l’80% di queste morti”.

Nel suo ultimo libro, “il mondo di Anna”, Jostein Gaarder racconta la storia di una quindicenne finlandese del futuro, che vive nel mondo che le hanno lasciato le generazioni contemporanee. In un capitolo, la protagonista incontra un suo coetaneo arabo divenuto un profugo climatico, costretto quindi ad abbandonare le sue terre, ormai invivibili. Una prospettiva solo legata alle favole, e di cui, ad ogni modo, possono occuparsi solo gli adulti?

profughi climatici

“I bambini e i giovani oggi costituiscono la generazione che dovrà affrontare le conseguenze del cambiamento climatico, e che dovrà compiere i tagli sulle emissioni di gas serra, essenziali per le decadi future”, ha spiegato Marie Claude Martin, direttore dell’Ufficio di Ricerca Innocenti UNICEF. “La sfida del cambiamento climatico è enorme” ha continuato Lake  “Richiede una risposta urgente da tutte le generazioni, e i bambini che erediteranno la Terra sono le ultime persone che dovrebbero essere escluse”.

anno 2034, luglio. Una bambina si affaccia alla finestra in montagna, e sogna di essere la principessa di Fantàsia, in lotta contro il Nulla, che diventa sempre più forte.

nebbia dalla finestra

anno 2082.“Ormai dalla valle non passano quasi più automobili, solo carovane di arabi con cammelli e dromedari che attraversano il paese. Il Nordafrica e il Medio Oriente non sono più abitabili e migliaia di rifugiati si spingono a nord, fino al Vestlandet settentrionale. (Jostein Gaarder, “il Mondo di Anna”)

Il Nulla avanza inesorabile ultima modifica: 2014-08-02T08:30:19+00:00 da Silvia Faletto

25 anni, vive a Torino, dove studia geografia e lavora presso la scuola del Cottolengo con bambini meno fortunati di lei. Orgogliosamente eporediese (abitante di Ivrea, per i neofiti), la battaglia delle arance è un nervo scoperto del suo carattere: a coloro che la definiscono "poco ecologista" è in grado di rispondere argomentando il contrario! Ama andare in montagna, nuotare, viaggiare, conoscere ed aiutare gli altri. Curiosa ed attenta al mondo, odia i pregiudizi ed il "è impossibile!". Ritiene che l'esperienza e il confronto siano il fondamento della civiltà e della cultura, e per questo... Fa molti errori. Ama scrivere, sorridere e prova ogni giorno a lasciare il mondo un po' migliore di come l'ha trovato. Oltre a lavorare a scuola e studiare all'università, parla 4 lingue ed è un' europrogettista. Ultimamente si sta appassionando alla fotografia. Il suo motto? "la geografia salverà il mondo!".

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