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Sonno condiviso? Ecco i pareri dei professionisti nell’hangout di eHabitat

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Sonno condiviso? Ecco i pareri dei professionisti nell’hangout di eHabitat ultima modifica: 2014-06-30T08:00:40+00:00 da Silvia Musso
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Il rapporto genitori e figli è come una danza. Un passo avanti e uno indietro alla ricerca del giusto coordinamento.

Con questa immagine si è concluso, lo scorso 26 giugno, l’hangout organizzato dalla nostra redazione sul sonno condiviso.

A proporre questa bella immagine è stata Laura Carbonati, psicologa, esperta in fisiologia e psicologia perinatale, mamma di due bimbe e vicepresidente dell’Associazione Scientifica Italiana di Psicologia Perinatale, che ha partecipato al nostro evento insieme ad altri due professionisti: Tommaso Montini, pediatra di famiglia di Napoli, padre di tre figli, impegnato nell’ACP (Associazione Culturale Pediatri) della Campania e Giulia Anello ostetrica presso la ASL TO1, Ospedale Martini.

I tre esperti hanno avuto modo di confrontarsi e rispondere alle domande di Elena Broggi, Federica Gemma e Silvia Musso, redattrici di eHabitat.

L’idea di organizzare questa tavola rotonda digitale è emersa dopo la pubblicazione sul nostro blog di un articolo su bed-sharing e co-sleeping a firma di Elena Broggi, nato dal bisogno dell’autrice di dare giuste risposte ai genitori che si rivolgono a lei quotidianamente come educatrice di asilo nido.

E allora è giusto che un bambino condivida la stanza o il letto con i propri genitori?

I nostri esperti si sono trovati concordi nell’affermare che la condivisione della stanza (room-sharing) o del letto (bed-sharing) è preferibile a qualsiasi altra situazione e che ha molti vantaggi.

Giulia Anello_hangout
Giulia Anello

Giulia Anello ha evidenziato che il sonno condiviso favorisce l’allattamento al seno e stabilizza e coordina i ritmi sonno-veglia di mamma e bimbo.

Il bed-sharing potrebbe essere rischioso se ci sono dei fattori di rischio come età del bambino inferiore ai due mesi, fumo di sigaretta, alcool, farmaci psicotropi assunti dalla mamma, troppe coperte e cuscini. In questo caso esistono soluzioni, come il side-bed, per far dormire il bambino nella propria culla, ma attaccato al letto dei genitori.

Escluse queste situazioni di rischio il sonno condiviso previene la SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante) ha affermato Montini che ha aggiunto: “Abbracciate i vostri bambini e godeteveli! Non necessariamente nello stesso letto, ma se vogliono o volete stare vicini vicini nel lettone… Va benissimo! Vi piace? State facendo la cosa migliore!”.

Tommaso Montini hangout
Tommaso Montini

Carbonati ha ricordato, inoltre, come il co-sleeping può aiutare nelle situazioni di stanchezza e stress nei genitori dovute, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, ai frequenti risvegli notturni.

Di fronte a teorie opposte basate sull’estinzione graduale del pianto (prime tra tutte quella del dottor Eduard Estivill, contenuta nel libro “Dormi bambino dormi. Guida rapida al sonno dei bambini” che propone una tabella per rendere autonomi i propri figli e addirittura sconsiglia di cantare ninnananne e tenere una mano del bimbo mentre si addormenta), si sono trovati tutti concordi nell’affermare che sotto l’anno di vita non esistono vizi ma bisogni.

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Laura Carbonati

Il co-sleeping non è una visione romantica del rapporto genitori-figli. Come sottolineato da Carbonati, dietro ci sono studi approfonditi e un dato di fatto: il neonato ha un alto bisogno di contatto fisico. Diversamente da altri mammiferi che diventano indipendenti poco dopo la nascita, per i cuccioli d’uomo esiste un periodo definito di esogestazione (dopo l’endogestazione, i nove mesi di gravidanza) in cui ha bisogno di essere tenuto vicino alla mamma e consolato dai genitori ogni volta che lo richiede.

È quindi una pratica naturale in contrapposizione a quella coercitiva di Estivill.

Un bambino con genitori presenti cresce con maggiori sicurezze hanno affermato a gran voce tutti e tre gli esperti mentre il metodo Estivill, sicuramente efficace nel breve termine, rischia di rendere i figli insicuri perché si basa su una richiesta di aiuto cui non viene data risposta. E questa insicurezza potrebber avere ripercussioni nelle loro successive fasi di sviluppo e crescita.

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Un nostro fan

L’hangout si è svolto a ritmo sostenuto e gli ospiti si sono ritrovati concordi anche su un altro punto: i genitori, e le mamme soprattutto, si trovano spesso sottoposti allo stress di regole da seguire, libri da leggere, comportamenti da assumere.

E allora cosa fare? “Seguire il cuore e l’instinto – suggerisce Montini – Alla base di tutto deve esserci il divertimento e la gioia di vivere!”

Non esiste una ricetta unica per tutte le famiglie e non c’è il giusto o lo sbagliato. I professionisti sono tenuti a dare input e consigli, ma non regole auree.

Questo potrebbe rispondere la nostra Elena ai genitori quando le chiedono come comportarsi con il sonno dei loro figli.

Avete ancora domande? Volete sapere, ad esempio, per quanto  tempo ancora vostro figlio dormirà con voi? Il bambino smetterà di andare nel lettone quando è sicuro della presenza della mamma e del papà. Anche in questo caso però non c’è un’età precisa per tutti. Indicativamente è intorno ai 4-5 anni.

E l’intimità dei genitori? E se arriva un fratellino o sorellina?

Se volete saperne di più e conoscere in maniera più approfondita il pensiero dei professionisti che abbiamo contattato per voi, potete rivedere l’hangout completo qui o sul canale YouTube di eHabitat.

Ricordo anche che la nostra pagina Facebook è aperta a raccogliere opinioni e pareri.

Sonno condiviso? Ecco i pareri dei professionisti nell’hangout di eHabitat ultima modifica: 2014-06-30T08:00:40+00:00 da Silvia Musso
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Sonno condiviso? Ecco i pareri dei professionisti nell’hangout di eHabitat ultima modifica: 2014-06-30T08:00:40+00:00 da Silvia Musso

Una laurea in Antropologia Culturale all'Università Ca' Foscari di Venezia, e un Master in Sviluppo Sostenibile e Promozione del Territorio. Alla guida di AICA (Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale) ha portato in Italia la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, coordinandone le prime due edizioni. Giornalista, non solo in campo ambientale ma anche sociale, da quando è diventata mamma del piccolo Ettore è sempre più attenta alla sua impronta ecologica e anche a quella di tutta la famiglia. Convinta dal marito, si è trasferita a Tonco, un piccolo comune nelle colline del Monferrato, dove sta imparando a fare l'orto e ad allevare oche e galline. Per Econote.it cura la seguitissima rubrica “Mamme&Papà green” in cui parla di natura e di bimbi.

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