“Un anno senza zucchero”: il progetto sugar free della famiglia Schaub

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“Un anno senza zucchero”: il progetto sugar free della famiglia Schaub ultima modifica: 2014-04-23T08:30:56+00:00 da Sara Panarella
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Ispirata dalla ricerca e dai prolifici scritti di ricercatori dell’industria alimentare quali il professor Robert Lustig, MD e il giornalista Michael Moss, Eva Schaub ha deciso di tentare un esperimento. Lei, il marito e le figlie Greta e Ilsa, hanno trascorso tutto il 2011 senza mangiare zuccheri aggiunti.

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Insieme hanno minuziosamente analizzato le confezioni degli alimenti cercando tutti gli altri nomi dello zucchero, compreso il fruttosio, lo sciroppo di mais, lo sciroppo d’acero, il miele, la melassa, il succo di canna, senza dimenticare i dolcificanti artificiali. Hanno iniziato a preparare più spesso i cibi a casa. Ad ogni membro della famiglia è stato permesso il consumo regolare di una piccola quantità di zucchero – Eva ha optato per un bicchiere di vino rosso – e una volta al mese, la famiglia ha potuto concordare insieme un dolce.

La redazione dell’Huffington Post, giornale da cui è stata tratta la notizia, ha incontrato Eva per capirne di più della sua esperienza e dell’imminente uscita del libro che la racconta, “Un anno di senza zucchero”, disponibile dall’8 aprile  sul mercato americano. Riportiamo qui la traduzione dell’intervista.

Come ti è venuta l’idea di evitare lo zucchero per un anno? 


Mio marito mi ha mostrato il video di un endocrinologo pediatrico sullo zucchero e dei suoi effetti sul nostro corpo. Ed è molto più presente nella nostra alimentazione di quanto si possa immaginare. Questo video mi ha profondamente preoccupato. Per diversi giorni non sono riuscita a pensare ad altro. Ovunque guardassi trovavo lo zucchero. Ho iniziato a mettere in discussione non solo la nostra cultura alimentare in America, ma anche la mia personale e mi sono chiesta: cosa dò da mangiare alla mia famiglia?

Ne ho parlato con mio marito e gli ho detto che volevo cercare di mangiare senza alcuna aggiunta di zuccheri per un anno, volevo vedere quanto sarebbe stato difficile, e se fosse possibile farlo senza essere infelice. Con mia grande sorpresa è stato molto favorevole all’idea. Con le bambine la cosa è stata completamente diversa. Immediatamente, hanno iniziato a sbraitare. Sapevano che i compleanni, Halloween, gli incontri tra amici, il Natale, sarebbero stati completamente diversi. Come ogni genitore l’ultima cosa che volevo era far piangere le mie figlie! Però ho sperato che questa rinuncia avrebbe portato molte cose positive ma sapevo anche che non sarebbe stata una strada facile.

Come l’hanno vissuta i ragazzi?


Il primo giorno è stato sicuramente il peggiore. Dopo le cose non sono mai state così terribili ma non posso dire che sia sempre stato facile. Durante quell’anno mia figlia minore aveva 6 anni, la maggiore 11. La minore era incredibilmente flessibile. Fin dall’inizio del progetto sembrava dimenticare e quando le ricordavo che di nuovo non c’era il dolce di nuovo – “Oh, ok”, e lei correva fuori e giocare. La maggiore era molto più preoccupata, sembrava dire “Oh, guai a me!”. Lei è l’attrice della famiglia. La incoraggiai a tenere un diario, perché sapevo che ci sarebbero state un sacco di volte in cui si sarebbe arrabbiata con me ma senza volermene parlarmene. Nel diario avrebbe potuto far uscire quelle emozioni. Nel libro ci sono brani tratti dal suo diario. Ho chiesto il permesso prima. Alla fine ha amato il progetto. Ha detto e scritto che ci ha reso unici, speciale o interessanti. Mi ha fatto piacere vedere la sua trasformazione in una ragazza molto consapevole.

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Che tipo di cambiamenti fisici avete notato dopo aver eliminato gli zuccheri?

Mi sembra sempre di deludere le persone dicendo che non abbiamo perso peso. Nessuno di noi cercava di dimagrire o ne aveva bisogno. Ho due giovani ragazze, quindi ero davvero attenta a come ci sentivamo e al sapore dei cibi. L’ultima cosa che volevo fare era concentrarmi sulla perdita di peso. Abbiamo notato altri cambiamenti. I nostri palati si sono modificati nel tempo. Le cose dolci, prima molto appetitose, hanno cominciato ad avere un gusto diverso per noi, risultando stucchevoli verso l’autunno e alla fine quasi disgustose. Ci siamo sentiti più sani, ci siamo ammalati di meno, anche i raffreddori sono stati più lievi e siamo guariti più in fretta. I miei bambini hanno perso molti meno giorni di scuola.

Quando l’anno è finito, cosa vi è rimasto?

Amici e conoscenti hanno detto: “Siete liberi, potete festeggiare !” Certo, quando è arrivata la mezzanotte del Capodanno 2012, abbiamo avuto tutti qualcosa di dolce. Io ho scelto una Reese’s Peanut Butter Cup, (merendina di burro di arachidi rivestita al cioccolato) ed era la mia prima merendina in un anno.

Col passare del tempo, ho avuto qualche difficoltà perché le regole erano sparite. Dopo aver fatto quello che avevamo fatto ci siamo chiesti: e adesso? La prima volta che con le bambine siamo andate al supermercato, non avevo pensato a cosa fosse giusto comprare. Adesso, dopo molto tempo, abbiamo trovato un nostro equilibrio, una via di mezzo, ma sicuramente abbiamo mantenuto un palato più raffinato e un gusto più sensibile al dolce. Ero una persona che amava grosse fette di torta mentre adesso preferirei piuttosto un delicato sorbetto di frutta. Adesso quando vogliamo un dessert lo scegliamo piccolo e molto speciale, ma lo mangiamo una volta ogni tanto.

Hai girato un video [sotto] di alcune delle difficoltà incontrate nel fare la spesa durante l’anno. Quali alimenti tra i più sorprendenti hai scoperto di non poter mangiare durante l’anno senza zucchero?

Ho fatto la mia maionese, perché nel nostro supermercato non riesco a trovarla senza zuccheri aggiunti, così come ho dovuto cercare in lungo e in largo per trovare pancetta senza zucchero. Adesso comprerò maionese e pancetta, ma ancora non il pane. Cuocerò il mio pane ogni volta che mi sarà possibile, e quando non riuscirò voglio comprare quello senza zuccheri aggiunti. Sono molto testarda su questo tema. Stessa cosa con la salsa di pomodoro – si può trovare nei negozi, ma si deve controllare.

 

Consiglieresti ad altre persone di vivere un anno senza zuccheri aggiunti?


Vorrei che la gente leggesse il libro perché l’ho già fatto io per loro! Così possono non essere altrettanto rigorose quanto lo siamo stati noi. Però vorrei che le persone iniziassero ad essere maggiormente consapevoli sulla presenza degli zuccheri negli alimenti, poi ognuno farà le proprie scelte. Penso che non sia giusto che questa sostanza, che non è per nulla innocua, sia così diffusa nei nostri cibi senza che la maggioranza di noi sappia che c’è. Ci sono differenti tipi di zucchero – è difficile essere un consumatore informato e conoscerli bene. Non devi per forza andare al negozio di alimenti salutari o comunque spendere tutto lo stipendio. La gente si preoccupa del dispendio economico che tale scelta potrebbe comportare, ma non è necessariamente così. Volevo davvero che il libro fosse coinvolgente e divertente da leggere. Io non sono un medico, non sono un nutrizionista. Sono una mamma che ha deciso di intraprendere un’avventura.

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“Un anno senza zucchero”: il progetto sugar free della famiglia Schaub ultima modifica: 2014-04-23T08:30:56+00:00 da Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

3 Commenti

  1. Da qualche mese sto seguendo il modello della famiglia Schaub e devo dire che ha ottimi risultati. Tutto cio che ho letto lo sto provando ora. Fate attenzione a tutti i cibi confezionati perche contengono alti contenuti di zuccheri. Piu un prodotto èe light e piu ha zucchero.

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