Ibis sacro

Un animale sacro in risaia

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Un animale sacro in risaia ultima modifica: 2014-04-17T08:48:46+00:00 da Ivan Grasso
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ibis

Originario dell’Egitto, attualmente presente in Iraq e nell’Africa sub-sahariana, l’Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus) è ormai un uccello tipico delle nostre risaie, frequentatore assiduo di zone umide, ripariali e con uno spiccato istinto gregario. Questo grande volatile che può raggiungere anche 15 kg di peso, è stato avvistato per la prima volta in Piemonte nel 1989 nella garzaia di Oldenico, nel Parco Naturale delle Lame del Sesia. Attualmente è rinvenibile in tutte le zone risicole del vercellese con un numero di individui in continuo aumento.

La recente presenza dell’Ibis in natura è riconducibile a soggetti fuggiti dalla cattività, favorita anche dalla buona capacità di adattamento della specie a climi più rigidi rispetto a quelli dei luoghi di origine. E’ una specie eclettica, che frequenta vari tipi di ambienti, tutti legati all’acqua, si nutre principalmente di invertebrati e può integrare la sua dieta con anfibi, rettili, piccoli pesci e animali morti; specie con una marcata indole sociale, la si può osservare sia in gruppo sia con individui isolati, ma sempre aggregata ad aironi cenerini, garzette e aironi guardabuoi. Nidifica in colonie miste e il nido, posto tra le fronde degli alberi è costituito da rami intrecciati; la deposizione, 3-4 uova, avviene tra marzo e settembre con uova di colore bianco-azzurro.

L’adulto è estremamente facile da riconoscere: collo lungo e sinuoso di colore nero, becco anche esso nero ricurvo verso il basso lungo e possente; le zampe sono nere come le piume che vanno dal dorso alle estremità alari; tutto il corpo è ricoperto da un piumaggio bianco, comprese le ali che hanno però marginature nere sui bordi. 

Ibis Sacro Egiziano

L’Ibis sacro era un animale fondamentale nella religione egizia, dato che la sua immagine, con quella del babbuino, era associata al dio Thotsimbolo dell’intelligenza e rappresentato anche con un ibis nel suo geroglifico. Considerato allo stesso momento utile, perché cacciava serpenti e carogne, e puro perché beveva solo acqua limpida e cristallina (usata poi dai sacerdoti per funzioni rituali), l’Ibis sacro era considerato intelligente per lo sguardo sempre fermo sull’obiettivo e le posture eleganti. Gli Ibis erano allevati in grandi spazi aperti per poi essere uccisi, mummificati e messi in anfore da dare ai fedeli che invocavano una grazia a Toth. Il dio era rappresentato con maschera di Ibis.

Gli Egiziani associavano il lungo becco dell’ibis alla luna, era quindi considerato come uno dei rappresentanti terreni di Toth. Nella mitologia egizia Toth era il dio della luna, dio della saggezza, misuratore del tempo e inventore della scrittura e dei numeri. Plinio il Vecchio, nel X volume della Naturalis historia, parla di come gli Ibis venissero invocati contro le incursioni dei serpenti e addirittura addomesticati dalla popolazione contro gli stessi e del fatto che più volte i sacerdoti fermarono epidemie di peste immolando agli dei un Ibis sacro.

Dio Thot

Un animale sacro in risaia ultima modifica: 2014-04-17T08:48:46+00:00 da Ivan Grasso
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Un animale sacro in risaia ultima modifica: 2014-04-17T08:48:46+00:00 da Ivan Grasso

Ivan grasso nato a Vercelli nel 1980 si è laureato in Scienze Naturali ed ha seguito svariati corsi di fotografia naturalistica e di disegno naturalistico. Ha conseguito il patentino da accompagnatore naturalistico nel 2006 e da allora collabora con cooperative e associazioni come accompagnatore naturalistico ed educatore ambientale. Si occupa di lotta biologica alle zanzare e insegna materie scientifiche nelle scuole. Ha partecipato a piccole mostre contest ed altre benefiche. "Nel tempo libero leggo, scrivo poesie, piccole sceneggiature, adoro il cinema, il fumetto e amo lavorare il legno in ogni sua forma, da qui la passione per la pirografia."

17 Commenti

  1. Buongiorno. Ho avvistato ieri un gruppo di nove ibis sacro nella campagna di Campagnola Cremasca dove abito. I cacciatori del luogo dicono di non aver mai visto questa specie, a loro sconosciuta.
    Buon lavoro

  2. li ho visti bene anch’io viaggiando sul treno tra novara e mortara . stanno nelle risaie o sui bordi e non si spaventano , giustamente visto che il treno è silenzioso .
    Pensavo fossero cicogne , che però sono di un altro colore e con le zampe più lunghe poi ho capito . Bella la prospettiva dal treno , la consiglio a tutti .

  3. ho visto da vicino due Ibis dietro il Monastero Benedettino alla Cascinazza, a Buccinasco, 3 KM da piazza del Duomo a Milano: non capivo che uccelli fossero, ora l’ho scoperto!

  4. Ne ho visto uno stamattina vicino a un canale in compagnia di un airone bianco e una garzetta….che spettacolo….località Vicomero ..Parma…non ne avevo mai visto

  5. Ho fotografato un bel gruppo 8/10 di ibis insieme a qualche airone guardabuoi e garzette nella periferia della mia città, Ravenna. Sono rimasti in questa zona, che in seguito alle piogge di marzo era diventata piena di pozze d’acqua, per quasi una settimana.

  6. Laura 27 giugno 2018 h 14.30
    Io ne ho visto prima uno per la prima volta .Era in compagnia a delle garzette nella campagna del mio paese gardigiano di scorze’ (ve) .Non sapevo che uccello fosse allora. l’ho fotografato emi sono documentata qui da voi:interessante.

  7. Io ne ho visti un gruppo di circa venti esemplari,Mantova penso stavano mangiando,in un campo infilavano circa mèta becco nella terra per catturare qualcosa di piccolo,non riuscivo a vedere cosa,ad una distanza di circa 100metri .Bellissimi

  8. Nella bassa emiliana, Bentivoglio e Minerbio, ce sono un discreto numero insieme agli aironi bianchi e cenerini. Appaiono sempre molto eleganti e graziati nei loro movimenti…

  9. Sono ormai una compagnia costante davanti a casa mia(vicino a Gambolo’ Pv) sono un bel gruppo di una quindicina. Li avevo già visti almeno da due anni nei pressi delle risaie di Gravellona Lomellina.

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