raffaella fico amianto

Le vittime dell’Eternit fanno ridere?

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Le vittime dell’Eternit fanno ridere? ultima modifica: 2013-05-16T09:00:35+00:00 da eleonora anello
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Moralmente e professionalmente credo che speculare sul dolore non paghi mai. Chi si serve della sofferenza altrui per meri fini economici compie un’azione alquanto deprecabile. Per questo quando mi sono ritrovata sulla bacheca di Facebook l’immagine di Raffaella Fico sorridente, in posa con questa maglietta, ho subito pensato che non potesse essere vero.

raffaella fico amianto

Forse perché sono una convinta ambientalista, forse perché sono nata a Casale Monferrato e vivo la tragedia in prima persona, ho immediatamente provato un’intensa rabbia, a breve trasformatasi in forte imbarazzo per la bellissima soubrette. Ho voluto convincermi che non si sia resa conto del significato delle parole riportate sul suo capo di abbigliamento.

Facile prendersela con la Fico. È una reazione diretta e spontanea, forse un po’ troppo superficiale. Siamo però sicuri che la testimonial sia veramente all’oscuro di tutto? In fondo è Napoletana. Dovrebbe conoscere le vicende di Bagnoli, periferia industriale della sua città dove ad oggi si contano circa 500 morti per mesotelioma dovuto all’inalazione delle polveri di amianto. Di tutta la faccenda, ciò che può costituire un’antipatica aggravante, sta nel fatto che la Fico ha probabilmente percepito del denaro. E se ignora il significato di parole ormai divenute simbolo di morti ingiuste e disastro ambientale, come amianto ed Eternit, potrebbe almeno farsi consigliare meglio dal suo entourage.

Così, sorvolando sul perché e sul per come un testimonial si possa prestare a tanto, la mia analisi si è spostata sul mandante, e cioè sugli ideatori della frase agghiacciante: “Gli amianti vivranno in eternit”, che non capisco e non mi fa ridere.

L’autore è Carlo Crudele, nome d’arte Cruel, vignettista di Sky.it, che un anno fa ha lanciato questa linea di T-shirt satiriche. L’azienda invece ha sede a Riccione e si chiama Ailoviu. Infine, il protagonista delle sagaci T-shirt è Ennio F., l’ombrosa e pensosa sagoma nera che compare sotto il testo «per esaltare la potenza della parola», così dice il suo disegnatore.

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In un’intervista Crudele afferma che l’idea di creare queste magliette è nata da una semplice considerazione: «Se Corona può fare una linea d’abbigliamento, perché io no?». E poi continua: «Mi piaceva l’idea di far “cozzare” due ambienti che spesso si snobbano a vicenda, come quello della satira e quello del fashion. Le Cruel T-shirt rappresentano un possibile punto d’incontro tra due mondi diversi, e per di più – a quanto noto – fanno anche molto sorridere… Che è poi il vero obiettivo del mio mestiere». Fanno anche molto ridere…

Che dire se non che chi produce e commercializza questo genere di prodotti non fa altro che accentuare il dolore delle famiglie delle vittime e di interi territori che ancora non vedono la fine di questo dramma immane. L’attività dell’Eternit ha causato un’ecatombe ancora in corso, che si stima farà 30.000 vittime, tra quelli che se ne sono andati e quelli che se ne andranno di tumore ai polmoni. Il peggio non è ancora arrivato perché l’anno del picco è previsto per il 2025. Detto questo, mi chiedo come sia possibile banalizzare così maldestramente la vicenda. La differenza tra i familiari delle vittime di una multinazionale che, senza alcuno scrupolo e pur sapendo, ha preferito tacere e seminare morte, e i personaggi legati alle Cruel T-shirt è molto semplice e sta nei fatti. Al processo Eternit la maggior parte dei comuni funestata non ha patteggiato e quindi non ha accettato denaro. Tali amministrazioni e i loro cittadini hanno preferito andare avanti col processo dimostrando che la dignità non è in vendita. Il team legato alle magliette ha scelto invece sfruttare un dramma collettivo per guadagnarci. Un po’ come fa l’Eternit che antepone a qualsiasi altra cosa i guadagni.

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Da professionista della comunicazione rifletto sulle parole che utilizzo e cerco di usarle in modo quanto più possibile corretto. Proprio per questo, pur rispettando la libertà d’espressione e il diritto di satira, mi sento di respingere l’iniziativa in toto. Questa non è una linea provocatoria come l’hanno voluta presentare. Siamo bensì di fronte a un’iniziativa irrispettosa e di cattivo gusto.

P.S. Le Cruel T-shirt sono state un vero flop. Giustizia è fatta!

Le vittime dell’Eternit fanno ridere? ultima modifica: 2013-05-16T09:00:35+00:00 da eleonora anello
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Vive a Torino. E' giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione. Vegetariana ed ecologista, è appassionata di ambiente e di come viene comunicato. Ama il sole e non potrebbe fare a meno del mare. Si sente la paladina dell'ambiente. Per fortuna nella vita privata è mamma di due splendide bimbe che la portano con i piedi per terra. Odia parlare in pubblico e per questo... scrive.

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