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Piumino d’oca: consigli per il non acquisto

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Piumino d’oca: consigli per il non acquisto ultima modifica: 2012-11-22T11:11:58+00:00 da eleonora anello
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Oggi vogliamo darvi un importante consiglio di non acquisto. Sicuramente, con l’arrivo del freddo, per affrontare le basse temperature, saranno indispensabili indumenti che tengono caldo, come i piumini. Avete mai pensato però a come sono realizzati i capi e i prodotti tessili di vera piuma d’oca?

La piuma d’oca è uno di quei materiali che viene presentato dall’industria come un prodotto naturale. Il suo candore e la sua morbidezza nell’immaginario collettivo rievocano naturalezza e purezza. Attenzione però che non è tutto oro quello che luccica. I produttori si guardano bene dal pubblicizzare i metodi con cui vengono ottenute le piume, strappate dalla pelle dell’animale senza alcun accorgimento. Tali pratiche sono causa di emorragie e, in alcuni casi, portano l’animale alla morte.

Ma ritorniamo agli allevamenti intensivi. In questi grandi capannoni in cui non filtra la luce del sole, i volatili sono rinchiusi in gabbie troppo piccole, in cui non riescono a compiere i più semplici gesti, come girarsi o aprire le ali. Qui le oche iniziano ad essere spennate a 2 mesi di vita, quando sono ancora pulcini. Tale operazione viene ripetuta ogni 60 giorni, non appena cioè rispunta il manto nuovo. Dopo una decina di volte, le piume non saranno più di qualità sufficiente per essere impiegate nell’industria. Motivo per cui, a nemmeno due anni di vita, parte delle oche verrà uccisa per poterne ricavare carne, altre invece verranno sottoposte ad un ulteriore supplizio, ovvero all’ingozzamento forzato per poter produrre il foie-gras.

Cosa possiamo fare per evitare tutto questo? Anche se se ne parla, non ci sono riscontri dell’esistenza di allevamenti che usano le piume cadute naturalmente dalle oche; mentre invece ci sono delle realtà dove i volatili non vengono tenuti in gabbia. Tuttavia, nonostante queste attenuanti, rimane il fatto che i piumini d’oca non rappresentano dei prodotti etici meritevoli di acquisto. Quindi ciò che possiamo assolutamente imporci è di non comperare e passare parola tra amici e conoscenti.

Possiamo tranquillamente fare a meno delle piume d’oca perché in commercio esistono imbottiture sintetiche, come l’ovatta di poliestere, che tengono ugualmente caldo, si possono lavare in lavatrice e costano molto meno rispetto alla vera piuma d’oca.

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Anche se vi diranno che non esiste prodotto di laboratorio capace di uguagliare la purezza della natura, vi assicuriamo che ci si può riscaldare anche senza mietere vittime e causare dolori atroci a poveri e innocenti animali. Non potete sbagliarvi. Non è difficile accorgersi della presenza di tali piume in giubbotti, trapunte, cuscini e quant’altro, perché essendo considerato materiale di pregio, è sempre indicato ed enfatizzato.

Infine, non fatevi trarre in inganno da diciture bio e naturali, e potrete essere orgogliosamente più eco-fashion che mai!

Piumino d’oca: consigli per il non acquisto ultima modifica: 2012-11-22T11:11:58+00:00 da eleonora anello
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Piumino d’oca: consigli per il non acquisto ultima modifica: 2012-11-22T11:11:58+00:00 da eleonora anello

Vive a Torino. E' giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione. Vegetariana ed ecologista, è appassionata di ambiente e di come viene comunicato. Ama il sole e non potrebbe fare a meno del mare. Si sente la paladina dell'ambiente. Per fortuna nella vita privata è mamma di due splendide bimbe che la portano con i piedi per terra. Odia parlare in pubblico e per questo... scrive.

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